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FIORI DI BACH – LA DELICATA STORIA DI HONEYSUCKLE

Così scrive su Honeysuckle (Lonicera caprifolium, caprifoglio) Julian Barnard: Honeysuckle ignora Honeysucklegli insetti diurni e offre il suo nettare alle falene. Sognare è un’attività notturna. Nello stato Honeysuckle i ricordi vengono proiettati sullo schermo nero del sonno: un sonno letterale o simbolico, delle persone che non hanno interesse per le circostanze del presente. Pensare al passato ci intorpidisce riguardo al presente. Il profumo dolce di Honeysuckle ha la stessa connotazione. Nulla più di un profumo riporta l’immaginazione tanto rapidamente al passato: è il custode della memoria.

Si pensa ai Fiori di Bach come a rimedi da assumere al fine di stare meglio o a volte nella speranza che cambino la vita, e si sottovaluta l’aspetto più profondo e poetico di ciascun rimedio.

Ogni fiore ci racconta una storia: inizialmente la storia del fiore stesso, della pianta, dei luoghi dove cresce, di come cresce, del suo profumo, delle caratteristiche delle sue foglie, dei suoi colori, e di tutto il suo comportamento col suo forte valore simbolico. Poi la storia dell’emozione che quel particolare comportamento rappresenta, delle sensazioni che può dare quell’emozione, delle conseguenze che può generare, di come può essere percepita su più livelli (corpo, mente e psiche), di come può condizionarci la vita se non riusciamo a riconoscerla e a conviverci.

HONEYSUCKLE

Le emozioni raccontano l’esistenza umana in tutte le sue colorite sfaccettature, e la storia di Honeysuckle può essere particolarmente nostalgica e malinconica. Ecco come Bach descrive il rimedio: Per quelli che vivono molto nel passato, tempo forse di grande gioia, o nel ricordo di un amico perduto, o di ambizioni mai realizzate. Non si aspettano altra felicità simile a quella già vissuta.

Quante volte ci siamo detti Come stavo meglio anni fa, quando ero più giovane, quando le cose erano diverse. O anche Che nostalgia ho delle vacanze, non riuscirò a riprendere il ritmo del lavoro quest’anno. Oppure Se solo avessi fatto, o avessi detto… le cose ora andrebbero meglio.

Si dice che lo stato Honeysuckle che perdura maggiormente sia rilevabile soprattutto negli anziani, convinti che non raggiungeranno più la felicità provata in passato. Nelle persone di una certa età ricorrono racconti di cosiddetti tempi migliori, di episodi in cui stavano bene, erano più forti, vivevano meglio. Spesso, però, non bisogna aspettare di invecchiare per ritrovarsi a essere continuamente nostalgici, malinconici per qualcosa che non c’è più, per una perduta felicità che si pensa di non poter più ritrovare.

Pensare al passato con malinconia è più comune di quanto non si creda, e può essere uno DSC08242stato passeggero a volte anche piacevole: è bello cullarsi nei ricordi. Diverso è quando ci sentiamo prigionieri del passato, quando non parliamo che di ciò che abbiamo vissuto, quando la nostra vita trascorsa pesa così tanto da farci dimenticare il qui e ora, le occasioni del nostro presente.

Prendere coscienza di questo stato e dell’emozione che lo accompagna è un primo passo per poterlo osservare e non essere più completamente identificati con esso. Honeysuckle può così cominciare ad aiutarci, e possiamo renderci conto di poter ancora fare molto per noi stessi. Possiamo cominciare a essere felici per il nostro passato così pieno di positività, ma pensare che il presente, e magari anche il futuro, possono ancora portarci gioia, una gioia forse diversa, con caratteristiche differenti, ma pur sempre gioia.

Ecco alcune domande che può porci il rimedio:
– Ti capita di pensare spesso al passato?
– Il tuo passato è stato fonte di grande gioia?
– Come vedi il tuo futuro, rispetto al tuo passato?
– C’è qualcosa che rimpiangi o che faresti diversamente se potessi tornare indietro? Ci pensi spesso?
– Ti capita di parlare spesso della tua vita passata?
– Pensi di poter essere ancora felice come lo sei stato in passato?

Spesso la vita ci richiede di imparare a trasformarci.

Il cambiamento e la trasformazione portano cose nuove e il più delle volte interessanti, o perlomeno diverse.

Non possiamo paragonare il passato al presente o al futuro, ma possiamo percepirli armonicamente come elementi distinti che sono parte di un’unica forza, di un unico flusso che è lo scorrere del tempo, dove ogni cambiamento può essere vissuto come un dramma o come un’occasione.

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