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L’UOMO, UN ESSERE BISOGNOSO: LA TEORIA DELLA MOTIVAZIONE DI A.H. MASLOW

La dimostrazione che possono esistere ed esistono effettivamente persone meravigliose, è abraham-maslou-motivaciya-i-lichnost-kratkoe-soderzhanie-otzivisufficiente a darci coraggio, speranza, forza per combattere, fede in noi stessi e nelle nostre possibilità di crescita. Così la speranza nella natura umana, per quanto limitata, deve aiutarci ad essere fraterni e comprensivi verso gli altri. (A.H. Maslow, da Motivazione e Personalità.)

Attraverso una visione positivista e aperta alla possibilità di credere fermamente nelle potenzialità di sviluppo ed espansione dell’individuo, Maslow è fondatore,  insieme ad altri studiosi, della psicologia umanistica, e fa emergere dubbi interessanti sulla società e su come questa rappresenti il vero impedimento alla piena realizzazione dell’uomo. Attraverso la sua teoria della motivazione, ci accompagna in un viaggio sperimentale alla scoperta di bisogni e desideri, seguendo un percorso evolutivo, dove la continuità viene raggiunta attraverso la graduale gratificazione di ogni bisogno, in un succedersi di passi o livelli di sviluppo personale che, uno dopo l’altro, permettono di approdare all’autorealizzazione. Questo cammino procede per tutto il corso della vita, poiché l’uomo è un essere bisognoso che, seguendo una precisa gerarchia e spinto da un’innata irrequietezza, tenta costantemente di gratificare le sue aspirazioni e i suoi bisogni, alcuni dei quali hanno origine prettamente istintuale.

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Sembra che i bisogni primari possano essere determinati costituzionalmente ed ereditariamente, e potrebbero far parte di quel bagaglio psichico presente nell’inconscio collettivo. I bisogni stessi possono essere inconsci. Di solito la loro gratificazione non avviene seguendo un percorso cosciente, ma procede in modo istintivo, guidata da energie psichiche non manifeste. Se un bisogno non viene soddisfatto, si può esprimere nei sogni, in improvvise esplosioni emotive, in proiezioni, in sintomi fisici.

Il-Desiderio-nella-Terapia-Metacognitiva-Interpersonale-680x365I desideri sono sempre mezzi a un fine: ad esempio vogliamo denaro per acquistare qualcosa che ci piace, che a sua volta ci servirà ad altro, a soddisfare un altro bisogno. Il fine ultimo a volte può non essere consapevole, e in questo senso si può parlare di motivazione inconscia. A seconda della società e della cultura in cui viviamo, potremo trovare diverse strade per raggiungere lo stesso fine, ciò che invece non cambia è l’attitudine dell’uomo all’evoluzione, a desiderare continuamente qualcosa.

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Nella teoria della motivazione umana esiste una gerarchia dei bisogni. Se prima non è stato soddisfatto un bisogno fondamentale, sarà impossibile per l’individuo desiderare o ricercare la gratificazione di un bisogno più alto. Immaginando di rappresentare la teoria di Maslow come una piramide, nel piano più basso troveremo i bisogni fisiologici, come mangiare, bere, dormire. Questi bisogni hanno alla base una motivazione (la spinta che motiva l’azione) di sopravvivenza. Sono i bisogni più prepotenti, che impongono maggiormente la loro egemonia. In una persona che manca di amore, protezione, stima e cibo, la necessità più urgente sarà sempre mangiare. La mancanza di gratificazione di un bisogno fondamentale, farà cambiare anche il modo in cui immaginiamo il futuro. Chi è estremamente deprivato di sonno, in un futuro emoji-sonnoutopistico riuscirà prima di tutto a dormire. In questa categoria di bisogni si può quindi parlare di motivazione primaria.

Risalendo la piramide, incontriamo i bisogni di sicurezza, e anche di salvezza, protezione, ordine. Una volta assicuratasi la sopravvivenza, l’uomo comincia a desiderare di sentirsi al sicuro, e affinché questo accada, può avvertire la necessità di ritmi costanti, abitudini e regole. Questa attitudine è manifesta nei bambini, che preferiscono la routine, un mondo dove predomini l’ordine e di cui ci si possa fidare. Anche nell’adulto, la vita in casauna società organizzata e pacifica fa sì che vengano meno le paure e le minacce. Come un uomo sazio non sente più la fame, così un uomo sicuro non sente più il pericolo: è infatti prerogativa degli insicuri vivere col timore che una catastrofe si abbatta su di loro o addirittura sul mondo intero, e ritrovarsi magari a cercare continuamente sicurezza provando a ordinare e stabilizzare il mondo e controllando il più possibile ogni cosa. Anche questo gruppo di bisogni può definirsi mosso da una motivazione primaria.

Il gruppo successivo, che comprende la socializzazione e l’interazione col gregge, socializzareinteressa invece una motivazione secondaria. Se i bisogni fisiologici e di sicurezza sono stati soddisfatti, emerge il bisogno di affetto, il desiderio di appartenenza e amore. A questo punto l’individuo sentirà più acutamente l’assenza di un partner, di amici, di occasioni per socializzare.

Al livello successivo siamo già oltre la metà della piramide, e arriviamo al bisogno di stima. In questo caso si può parlare di motivazione individuale. Possiamo suddividere Autostima-TAGil bisogno di stima in due sottogruppi: da una parte il desiderio di ottenere forza, successo, indipendenza e libertà, al fine di affrontare il mondo con fiducia, e dall’altra il desiderio di crearsi una reputazione e un proprio prestigio sociale. Importantissima anche l’autostima a questo livello della piramide, poiché dove sia assente o significativamente frustrata, si assiste alla nascita di crisi importanti: ci si può sentire scoraggiati, inferiori e deboli, non adeguati a vivere nella società.

Alla punta della piramide troviamo il bisogno di autorealizzazione, che nascerà solo se il bisogno di stima è stato sufficientemente soddisfatto. Se poteva sembrarci che la albero-all-albasoddisfazione del desiderio di stima e successo fosse il traguardo fondamentale, dalla gratificazione di questi bisogni ha origine invece un nuovo stato di irrequietezza, da cui nasce il desiderio di realizzare le proprie aspirazioni e trovare un’identità. Questa tensione ha origine soprattutto in un individuo che sente di non essere al posto giusto, e concerne il bisogno dell’uomo di realizzare il suo potenziale e fare ciò che è nato per fare.

Dalla gratificazione dei bisogni e dalla sua mancanza, si formano e si sviluppano il carattere e la personalità. Molte caratteristiche dell’adulto sano, ad esempio, sono iStock-464968701-e1479994593630-1024x575conseguenza di una positiva gratificazione infantile del bisogno d’amore.

Nonostante spesso la società non consenta all’uomo di soddisfare i suoi bisogni, soprattutto quelli che si trovano in alto nella piramide, esistono individui che riescono ad autorealizzarsi. La sfida di Maslow, e anche ciò che lo differenzia da altri approcci di indagine psicologica che trovano nella nevrosi il punto focale di interesse, è stata quella di studiare coloro che si autorealizzano.

Questi soggetti sembrano avere una migliore capacità di giudizio, e da ciò ha origine una migliore obiettività nel fare previsioni sul futuro, basandosi su un’analisi logica del iStock_Felicità_persone_tramontopresente. In loro non si rileva la presenza di un grave senso di colpa o di ansie paralizzanti, e prevale una sana accettazione di sé, degli altri e della natura. Riescono a godere della vita senza rimorsi, sono persone spontanee con gli altri e con se stesse, e non sentono la necessità di ingannare o essere falsi. Pur a volte non aderendo alle convenzioni, riescono a partecipare a riti e cerimonie tradizionali col buon umore. Sanno cogliere i problemi del mondo, perché non sono centrati solo su se stessi, e sono meno introspettivi di altri individui più insicuri. Non hanno problemi con la solitudine e sono persone autonome e indipendenti, che apprezzano il nuovo. Grazie al loro sentimento comunitario, riescono a mantenere relazioni interpersonali profonde. Sono persone che possono ricercare la spiritualità, ma che generalmente avranno verso di essa un punto di vista personale e poco istituzionale, poiché sono resistenti all’indottrinamento.

Possono nutrire una passione per l’arte, la musica, la letteratura, o la ricerca di esperienze mistiche e culminanti, con l’obiettivo di gratificare un bisogno di trascendenza che può avere molteplici moventi. Il modo che queste persone hanno di esistenzavivere l’amore si basa sull’intento di riuscire, nelle relazioni, a liberarsi da atteggiamenti difensivi e a sperimentare i sentimenti come esperienza fine a se stessa.

Non esistono persone perfette, e anche gli individui che si autorealizzano commettono errori. Possono avere abitudini sciocche o dannose, essere noiosi e irritanti, a volte vanitosi, anch’essi possono perdere la calma ed essere spietati. Possono diventare mentalmente assenti, privi di umorismo, e la loro gentilezza può indurli a fare scelte sbagliate o a non valutare con la necessaria lucidità. Per non soffrire delusioni nei riguardi della natura umana, dobbiamo cominciare col rinunciare alle nostre illusioni rispetto ad essa. Ma tutto questo alla fine è tranquillizzante. In fondo, per autorealizzarsi, non è richiesto di essere santi né perfetti.

Per consulenze in Counseling Psicosintetico chiamami al 3421325910. Se vuoi conoscere meglio la mia formazione, visita la pagina ARCHIMEDE.

 

 

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