Archivi categoria: Riflessioni

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L’UOMO, UN ESSERE BISOGNOSO: LA TEORIA DELLA MOTIVAZIONE DI A.H. MASLOW

La dimostrazione che possono esistere ed esistono effettivamente persone meravigliose, è abraham-maslou-motivaciya-i-lichnost-kratkoe-soderzhanie-otzivisufficiente a darci coraggio, speranza, forza per combattere, fede in noi stessi e nelle nostre possibilità di crescita. Così la speranza nella natura umana, per quanto limitata, deve aiutarci ad essere fraterni e comprensivi verso gli altri. (A.H. Maslow, da Motivazione e Personalità.)

Attraverso una visione positivista e aperta alla possibilità di credere fermamente nelle potenzialità di sviluppo ed espansione dell’individuo, Maslow è fondatore,  insieme ad altri studiosi, della psicologia umanistica, e fa emergere dubbi interessanti sulla società e su come questa rappresenti il vero impedimento alla piena realizzazione dell’uomo. Attraverso la sua teoria della motivazione, ci accompagna in un viaggio sperimentale alla scoperta di bisogni e desideri, seguendo un percorso evolutivo, dove la continuità viene raggiunta attraverso la graduale gratificazione di ogni bisogno, in un succedersi di passi o livelli di sviluppo personale che, uno dopo l’altro, permettono di approdare all’autorealizzazione. Questo cammino procede per tutto il corso della vita, poiché l’uomo è un essere bisognoso che, seguendo una precisa gerarchia e spinto da un’innata irrequietezza, tenta costantemente di gratificare le sue aspirazioni e i suoi bisogni, alcuni dei quali hanno origine prettamente istintuale.

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AssagioliROBERTO ASSAGIOLI

Quando si comincia una scuola di Psicosintesi, il primo argomento che viene trattato è la biografia di Roberto Assagioli (1888-1974), psichiatra italiano fondatore e divulgatore del modello teorico-pratico psicosintetico. Il racconto della sua vita, oltre che del suo pensiero, mi ha toccato profondamente. Vorrei qui parlarti delle mie personali impressioni e sensazioni in merito ad Assagioli

Ciò che è rimasto dentro di me leggendo e sentendo parlare della sua vita è un’atmosfera. Immagino casa sua come un luogo di calma, ma nello stesso tempo vibrante. Percepisco una vibrazione molto definita, e penso che non doveva essere difficile sintonizzarsi con essa. L’energia che probabilmente si respirava, ha caratteristiche di estrema umanità e accoglienza, ma è anche trascendente, quindi in parte sfuggente. Necessita di tempo per essere assorbita e riutilizzata, portata fuori. 

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LA RELAZIONE D’AIUTO

La relazione d’aiuto s’instaura quando sono presenti almeno due persone, sedute una davanti all’altra. Come ogni tipo di relazione, è caratterizzata da regole e dinamiche.

Una delle due persone interessate racconta, l’altra è capace di ascoltare. L’ascolto si attiva in circostanze di tranquillità, in un ambiente protetto, dove sia garantita riservatezza. Ascoltare richiede presenza e centratura nel qui e ora. Richiede la capacità di non giudicare, di rispettare i tempi e lo spazio di chi viene ascoltato. Necessita di empatia. Essere empatici significa soprattutto avere la capacità di stare con l’altro senza giudizio, interpretazione o desiderio di cambiarlo.

Ascoltare è saper cogliere nel dialogo le sfumature espressive ed emotive, per rimandare quei concetti di cui l’ascoltato non è ancora del tutto consapevole.

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L’INCONSCIO TECNOLOGICO – COME LA TECNOLOGIA INTERAGISCE CON LA NOSTRA PSICHE

Umberto Galimberti, filosofo contemporaneo, ha ipotizzato l’esistenza nella struttura della psiche di robot-cervelloun nuovo tipo di inconscio, che ha chiamato inconscio tecnologico.

Come ben sappiamo, l’inconscio contiene il rimosso, ovvero l’insieme di tutte le sensazioni, i desideri, le emozioni, gli istinti, gli eventi e i traumi che i nostri meccanismi di difesa occultano alla coscienza, per permetterci di vivere con maggiore tranquillità e armonia.

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